
l'altra sera in treno, ispirato dalla scomparsa di Alda Merini, ho iniziato sfogliare il mio quadernetto moleskine, che porto sempre con me, ma sul quale ormai da tanto tempo non scrivo qualcosa, e rileggendo ho trovato queste riflessioni annotato più di quattro anni fa
"la musica nelle orecchie: il mio amato Chopin; sento il pianista che batte sui tasti… è come se battesse sul mio cuore le emozioni che provo, che mi fanno fremere, mi fanno sentire vivo anche se non sono chi sono, non so dove sto andando, non so perché certe cose mi parlano in questo modo e cosa effettivamente vogliano dire… sono ancora in ricerca.
ho vagato molti anni, molto tempo, molti mesi, giorni, ore, minuti alla ricerca dell’ombra di me stesso proiettatami da sguardi vuoti e superficiali, che non mi capiscono, non mi vedono: io voglio andare oltre, io sono oltre e non voglio più sentire quegli sguardi su di me.
ancora troppi tasselli mancano al puzzle perché l’immagine sia chiara e comprensibile, ancora troppi pezzi sono persi chissà dove e chissà se torneranno al mio richiamo o invece resteranno nascosti. vorrei ricamarli, dar loro forma io, con le mie mani e metterli al loro posto a riempire quegli spazi. vorrei impastarli come una torta buona, dolce, che sazia, che scalda o come biscotti da donare con amore, pezzi del mio cuore.
vorrei che le parole scivolassero fuori in punta di piedi, ma per fare tanto rumore."
___
la ricerca non avrà mai fine, però parecchi tasselli sono stati aggiunti al puzzle e non mi preoccupo più degli sguardi degli altri...