giovedì 2 dicembre 2010

proiezione



se un uomo alla domanda "ci rivediamo?" risponde "non vorrei ti affezionassi troppo", sta utilizzando quel meccanismo di difesa che in psicoanalisi si chiama proiezione e, secondo il saggio, la risposta migliore è "guarda che sarebbe solo un'altra scopata"

personaggi di questa piéce:
il saggio, ovvero io
L, il mio amico
A, l'amante occasionale
la proiezione, ovvero l'attribuzione dei propri sentimenti a un altro soggetto

trama:
L e A chattano su un noto sito di incontri per cule e culandre. decidono di incontrarsi e passano un intero pomeriggio a rotolarsi piacevolmente nel letto . il giorno dopo L si collega al sito e vede che A a riguardato il suo profilo, senza lasciare messaggi. questo succede anche il giorno seguente, pertanto L inizia a domandarsi come mai, dato che al termine dell'incontro gli era parso di capire che A fosse restio a mantenere i contatti, infatti aveva buttato lì una frase del tipo "non farti strane idee, perché l'A è un bastardo". L decide di scrivere ad A, chiedendogli se gli andasse di rivedersi, ma A risponde "non vorrei ti affezionassi troppo". L, immaginandosi cosa avrebbe risposto il saggio (al quale aveva raccontato dell'incontro e che aveva identificato A come presuntuoso per via della frase buttata lì), scrive "guarda che sarebbe solo un'altra scopata". secondo il saggio, A starebbe proiettando su L il suo timore di affezionarsi. nel frattempo si è scoperto che A è mezzo impegnato. ogni volta che si collega, A guarda il profilo di L.

domenica 28 novembre 2010

you can leave your hat on


contro i rigori dell'inverno ho comprato un cappello


mercoledì 17 novembre 2010

mercoledì 10 novembre 2010

profumi e sapori d'autunno


ieri sera sono uscito a cena con la mia famiglia "originaria", ovvero mia madre, mio padre e mio fratello, un evento che credo non si verificcase da una decina d'anni. siamo andati in un ristorante che frequentavamo con più intensità prima della, o meglio delle, crisi (familiare/privata ed economica/pubblica).

il menù:
terrina di vitello in gelatina di giardiniera, salsa tonnata e capperi.
cestino di piccole verdure e grana con fassone crudo battuto al coltello.
un giro intorno all'oca: mela caramellata, bastoncini di sedano, tocchetti di oca cotti nel suo grasso, il suo fois gras e il petto stagionato.
agnolotti caserecci di gallina ed erbette al sugo di patate e rosmarino.
carnaroli mantecato ai fagioli borlotti e briciole di salame della duja.
filetto di maialino farcito ai fichi, crostone di polenta e salsa al gorgonzola.
dessert fantasia ai profumi d'autunno.
vino: vespolina delle colline novaresi

è stata una cena normale, senza isterismi, senza urla, senza insulti.
al ritorno, mentre mio fratello guidava la panda 100hp di mia madre, si cantava a squarcia gola nada...

giovedì 4 novembre 2010

volevo solo dormirti addosso


ho solo desiderato che venissi nel letto con me e mi abbracciassi tutta la notte

mercoledì 27 ottobre 2010

doppio vincolo


il doppio vincolo "è un concetto psicologico elaborato dall'antropologo e pensatore Gregory Bateson e indica una situazione in cui, tra due individui uniti da una relazione emotivamente rilevante, la comunicazione dell'uno verso l'altro presenta una incongruenza tra il livello del discorso esplicito (verbale) e un ulteriore livello metacomunicativo (non verbale, come possono essere i gesti, gli atteggiamenti, il tono di voce), e la situazione sia tale per cui il ricevente il messaggio non abbia la possibilità di decidere quale dei due livelli, che si contraddicono, accettare come valido, e nemmeno di far notare a livello esplicito l'incongruenza.
Bateson, rifacendosi anche ai suoi studi sui livelli di apprendimento, ipotizza come possibile causa della schizofrenia l'esposizione cronica a situazioni di doppio legame in ambito familiare, in particolare nei rapporti con la madre. Tale esposizione comporterebbe nello schizofrenico l'incapacità di saper valutare correttamente i legami tra comunicazione esplicita ed implicita adoperati dalle persone normali."

i genitori sono bravi a confondere le idee, anche senza ricadere nel caso più sottile dell'incongruenza tra verbale e non verbale. per esempio dicono ai figli di essere creativi o che possono scegliere qualunque strada per il loro futuro, salvo poi criticare i loro tentativi o le loro scelte...

martedì 19 ottobre 2010

stereotipi



l'altra settimana stavo parlando con un mio amico del coming out della titti nazionale, non tanto della notizia in sé, per nulla eclatante, quanto dei commenti dei soliti avvoltoi che per una nanosecondo di popolarità venderebbero anche la loro madre.
la discussione si è poi spostata su altri vip dal dubbio orientamento, in particolare su mark paper. secondo lui qualora la giovane ugola (e altri come lui) fosse interrogata sui suoi gusti, non dovrebbe rispondere "non sono gay, ma non ho nulla contro i gay", bensì qualcosa tipo "sono giovane, sto facendo il mio percorso, vedremo..." (un po' come avrebbe dofuto fare a suo tempo la titti). ho obiettato che non abbiamo la certezza che sia gay e che, nel caso stesse attraversando una fase di confusione, avrebbe tutto il diritto di negare per preservare il suo percorso (moralmente mentire è lecito quando qualcuno ci pone una domanda che non ha il diritto di farci). il mio amico ha ribattuto che sicuramente paper è una cula persa e, anche ammettendo che non lo sia, alla domanda "sei gay?" si risponde "non sono gay." un po' come avrebbe fatto il manzo della foto (che ammicca spesso al mondo omo di cui è un po' il sogno erotico). peccato che se uno come ben cohen afferma di non essere gay tutti gli credono senza battere ciglio (compresi i gay che se lo vorrebbero fare), visto il suo aspetto maskile (sic!), mentre se a dare una tale risposta è uno come mark paper ovviamente tutti rideranno pensando "guarda sta cula persa che vuole fare la velata"