lunedì 8 febbraio 2010

aggiornamento office 3


nel mio ufficio capitano delle emergenze di classe A, come quando scomparvero i nastri con le riprese dell'inaugurazione del nuovo showroom dello stilista patito di calcio, e delle emergeze che lo sono più di altre, delle emergenze di classe AA+++. giungono improvvise e coinvolgono tutti indistintamente, di solito preannunciate dal passo deciso e dal fare imperioso dalla capa.
qualche mese fa fu il regalo per l'anniversario di nozze di un direttore di rete, che ci costrinse a una frenetica ricerca online di possibili idee. spesso, in questo periodo, sono le previsioni meteo, che a volte richiedono pure una telefonata in svizzera, perché, si sa, le loro sono più affidabili e puntuali. oggi, invece, le mie capacità di ricerca sono state utilizzate per scovare un parrucchiere in centro aperto il lunedì, dato che domani la mia capa avrà un importante incontro a pranzo e che dove abita lei, sul lago, il martedì è giorno di mercato, per cui assolutamente il martedì non si va in centro, perché altrimenti dove si posteggia?!?

martedì 2 febbraio 2010

il finestrino



Estrasse dalla borsa il flacone della crema. Lo stappò e iniziò a spalmarsi le mani e le braccia. Il vagone si riempì subito di un profumo dolce e morbido. Una lacrima sgorgò dal suo occhio sinistro e scivolò percorrendo il suo viso, come una goccia di rugiada su un petalo di rosa. Potevo vedere i sussulti del suo cuore. Questo viaggio doveva significare molto per lui. Nel suo sguardo, perso nel vuoto dietro gli occhiali, potevo percepire le immagini di un addio, il desiderio di lenire le proprie sofferenze, di un emolliente che impedisse alla pelle del suo amore di raggrinzirsi come la buccia di un'arancia essiccata. Il suono del suo telefono cellulare lo riportò coi piedi per terra. Guardò il display, ma non rispose. Tornò ai suoi pensieri.
“... cause everybody hurts, sometimes...” risuonava nelle mie orecchie proveniente dal lettore cd: avrei voluto cancellare la sua sofferenza con un colpo di bacchetta, ma non sarebbe servito, perché al posto di quell'emozione ci sarebbe stato solo il vuoto.
L'immagine nel vetro si alzò. Abbassò il finestrino. Infilò una mano nella tasca dei pantaloni cachi ed estrasse un mazzo di chiavi. Ora, ero solo davanti al paesaggio che scorreva sui miei occhi. Allungai il braccio, aprii la mano e lasciai andare le chiavi, ultimo gesto di un addio programmato.

venerdì 29 gennaio 2010

era soltanto uno scrittore in piena regola



Jerome David Salinger
New York, 1 gennaio 1919 - Corrish, 27 gennaio 2010

martedì 26 gennaio 2010

effetto cupido (involontario)



sono cresciuto a merendine e cartoni animati. superato, non senza traumi, il periodo di quelli i cui protagonisti erano orfani o alla ricerca del genitore perduto ( remì, ciobin, heidi, hello spank...), siamo entrati nella fase superpoteri: tante bambine (creamy, magica emy, evelyn, gigi, lulù dei fiori...) che, grazie a un ciondolo, un bracciale, un cerchietto, uno specchietto, potevano trasformarsi per esaudire i loro desideri o risolvere problemi di altri (a questo filone appartiene anche "è quasi magia johnny", benché il protagonista non usasse amuleti vari e non si trasformasse). così iniziai a desiderare di avere anche io un qualche potere per sfuggire alle situazioni spiacevoli. di certo, però, quello del cupido involontario non era tra le opzioni che avevo in mente, anche perché non mi riferisco all'essere artefice di incontri tra amici che poi si sono innamorati, sposati e ora vivono felici e contenti, che in fondo non sarebbe poi così male, bensì alla tendenza dei ragazzi che ho conosciuto e che mi interessavano (o per i quali mi ero preso una cotta) a fidanzarsi poco dopo il nostro addio. anche il mio ex (e se avete letto qualche post fa sapete) è fidanzato. anche l'appannatore è sulla strada del fidanzamento. forse dono chiarezza a chi incontro.

qualche anno fa, quando sono tornato a vivere a torino, ho conosciuto un ragazzo e sembrava fossimo partiti col piede giusto. peccato che, dopo qualche settimana, mi abbia detto che stavamo correndo troppo, che era meglio continuare a vedersi come amici, per evitare che qualcuno potesse rimanerne ferito, aggiungendo questa bellissima frase "mi raccomando, però, non sparire!". peccato che sia scomparso lui. ho passato due mesi di pena chiedendomi perché non rispondesse ai miei sms e quando finalmente si è degnato di farlo ci siamo visti e mi sono tolto qualche sassolino dalla scarpa. ovviamente si era fidanzato (e chissà perché quando te lo devono dire prima ti chiedono sempre come vada la tua vita amorosa, forse sperano che tu dica che sei felicemente innamorato e corrisposto, così da non sentirsi in colpa per la notizia che stanno per darti). al termine della serata mi disse "sei un ragazzo stupendo e son sicuro che una persona con la testa sulle spalle (e qui mi escludo, si intuiva no?) non potrebbe che essere felice di averti accanto". lui è ancora fidanzato con lo stesso ragazzo e io continuo a essere single.

martedì 19 gennaio 2010

settimana del delirio


sabato ho lavorato (ero in ufficio alle 8.30). domenica ho lavorato. stasera sono uscito dall'ufficio alle 20.30 avvolto dalla nebbia. è la settimana della moda uomo, che nel mio ufficio (e non solo) diventa la settimana del delirio.

a coronare il tutto, stamattina il treno aveva 30 minuti di ritardo e il controllore, parlando con una signora che chiedeva informazioni circa la coincidenza che avrebbe dovuto prendere per roma, ha detto che il treno non avrebbe recuperato il ritardo nel tratto rimanente, poiché non poteva andare più veloce a causa del peso trasportato: "1200 persone in dieci carrozze...". al che gli ho fatto notare che quel treno è sempre pieno, con parecchia gente in piedi, e lui sorridendo simpaticamente: " vanno tutti a spasso, potrebbero stare a casa"... eh si, stupido ometto, siamo tutti sul treno alle 7 del mattino per andare in via della spiga a fare shopping!

venerdì 15 gennaio 2010

trenitalia killer





prima di iniziare questa leggiadra vita da pendolare, utilizzavo il treno come mezzo di trasporto per recarmi a far visita ai miei sul lago e ingenuamente pensavo che viaggiare in treno avesse sempre il suo fascino, anche quando il percorso è noto, poiché qualcuno conduce, ti porta a destinazione e tu puoi perderti nei tuoi pensieri osservando l’orizzonte… e poi arrivare magari proprio in quel luogo a cui sei affezionato, di cui conosci il linguaggio, le emozioni che sa suscitare in te… guardare il lago, le montagne, riconoscere le forme e i colori, gli odori e i suoni, e allo stesso tempo capire che il tuo sguardo è diverso e coglie altri dettagli, che sei lì ancora una volta, ma con nuove esperienze, nuovi eventi, nuove persone, che ora abitano in te… e magari vorresti condividessero con te quel momento… ora, invece, solo pensare di prendere il treno anche solo una volta in più del dovuto mi fa venire la nausea!

lunedì 11 gennaio 2010

vorrei vorrei


oggi ho un irrefrenabile voglia di pasticcini, da assaporare uno via l'altro, leccandosi le dita...